“Da Genova a Napoli, passando per Bahia”

Può esserci nella vita di un uomo un evento scatenante, un qualcosa che lo spinge a mutare, a comportarsi diversamente da come si è comportato fino a quel momento, come se all’improvviso decidesse di svegliarsi da un lungo sonno. E’ quello che avviene a Kees Popinga il protagonista di un celebre romanzo di Simenon: “L’uomo che guardava passare i treni”. Io, invece, “guardavo passare le navi”… di notte, dalla finestra della sala, che dava sul porto. Fantasticavo sui destini di quei passeggeri in viaggio, per poi ritornare a riflettere sulla mia vita di piccolo borghese. Aneddoti divertenti, qualcuno un po’ meno, di un periodo della mia vita che potrebbe essere quella di una/uno qualsiasi di noi. Un racconto in musica. Brani di autori che danno lo spunto al racconto e altri che dal racconto prendono spunto, come la famosa “Onda su onda” dedicata proprio ad un episodio accaduto, quando imbarcato suonavo sulle navi da crociera. Un viaggio musicale, ironico, divertente su una di quelle navi che uscivano ed entravano dal porto. Vittorio Attanasio voce e chitarra Inizia a suonare la chitarra come autodidatta, la sua prima canzone: La città vecchia! Intraprende gli studi classici col Maestro Pino Briasco di Savona. In primo piano nel suo repertorio sempre brani di musica sudamericana. Gli autori, suoi preferiti, sono Heitor Villa Lobos, Augustin Barrios Antonio Lauro, Astor Piazzolla. Partecipa a diversi workshop con il grande chitarrista brasiliano Marco Pereira. Nel 1987 fonda il gruppo Nos Quatro tra i primi a portare la musica popolare brasiliana in Italia.  Ha collaborato con Marco Fadda, Dado Sezzi, Danilo Degipo, Orquestra do Fubà, numerosissime le sue partecipazioni in rassegne, club italiani e in festival italiani ed europei. Direttore artistico di diverse rassegne musicali. E’ stato manager dal 2003 al 2010 di Marco Pereira, Hamilton De Holanda, Orquestra do Fubà. Ha portato nel 2006 Milton Nascimento a Frascati, Elza Soares a Milano.  Fabrizio Cosmi, chitarre Si diploma presso la scuola di musica “Music Line ” dopo una specializzazione all’ ottavo anno in chitarra elettrica ed acustica. La competenza, la versatilità e lo stile acquisiti, grazie ad una continua ricerca ed esperienza tecnica, gli ha permesso di inserirsi ed esibirsi inmolteplici progetti musicali ambiziosi. Collaborazioni: Assemblea Musicale Teatrale; Gianfranco Reverberi nel musical “Nick”; Band rock’n’roll di Ghigo autore di “coccinelle e stazione del rock”; bBand di Kaballa’ autore di “astratti furori e Petra lavica”; Wilma Goich band; Giuliano Cavicchi big band. Fondatore della scuola di musica Edilizia Musicale...
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Il Canto della Terra VIII Edizione

L’idea La Tradizione è tutt’altro che un’abitudine, anche eccellente, in quanto l’abitudine è per definizione un’acquisizione inconscia che tende a diventare meccanica, mentre la tradizione è un'”accettazione cosciente e deliberata”. Una vera tradizione non è testimonianza di un passato remoto; è una forza viva che anima e alimenta il presente. (Igor Stravinskij) Un’ edizione in omaggio alla musica della terra, alla musica etnica che con qualche sfumatura di significato, oggi, la si definisce anche world music. Il primo esperimento di world music in Italia fu figlio di Fabrizio De André e Mauro Pagani: Crêuza de mä, album definito da David Byrne come uno tra i migliori dieci album degli anni ’80. Disco di ricerca, di suoni e parole della terra. Le parole, in quel caso, in Zenéize! Questa ottava edizione, quindi sarà dedicata a “Il Canto della Terra”. Struttura dell’Evento: N. 2 concerti 16 febbraio ore 21:00 Sala Solimena, Villa Bombrini, Ge Cornigliano Ingresso libero – Viaggio nella tradizione degli strumenti a fiato e a percussione Verranno eseguiti dal duo brani tipici della tradizione di origine di ogni strumento con accenni alle tonalità e agli abbellimenti utilizzati nel singolo ambito 03 marzo ore 21:00 Sala Solimena, Villa Bombrini, Ge Cornigliano Ingresso libero – D’a mæ riva presentazione del cd contenente tutta l’opera di Faber in genovese realizzato da Coloriamo@Musica, col gruppo Crêuza de sä, 7 musicisti, già recensito da Alias, inserto cultura de Il Manifesto Gli Artisti Edmondo Romano e Loris Lombardo “Viaggio nella tradizione degli strumenti a fiato e a percussione” L’incontro prevede l’esposizione fisica degli strumenti a fiato e a percussione sotto elencati, cenni storici e geografici per ogni strumento, una spiegazione di ogni singola parte che lo compone (materiale delle ance, materiale del corpo dello strumento, lavorazione, pelli utilizzate…). Verranno eseguiti dal duo brani tipici della tradizione di origine di ogni strumento con accenni alle tonalità e agli abbellimenti utilizzati nel singolo ambito. Il pubblico potrà interagire chiedendo approfondimenti. La durata dell’incontro è di circa un’ora e mezza. Strumenti a fiato Clarinetti ‘600 “Chalumeaux” Clarinetto hawaiano “Maui Xaphoon” Clarinetto tradizionale turco Cornamuse francesi in sol e re “Musette” Oboe popolare italiano “Piffero” Oboe tradizionale indiano “Shanai” Oboe tradizionale turco “Zurna” Oboe caucasico “Duduk” Flauti dritti tradizionali irlandesi “Tin Whistle” Flauto basso irlandese “Low whistle” in Re Flauto tradizionale India del sud “Bansuri” Flauto boliviano basso “Mohozeno” Flauto armonico norvegese Trombetta egiziana “Mizmar” Flauto tradizionale rumeno “Fluier”...
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“D’ä mæ riva” il nuovo cd di Crêuza de sä

      D’ä mæ riva L’acciottolato salmastro da dove ha inizio il viaggio nella poesia, nei suoni, tra gli odori della Città Vecchia di Faber, insieme a quegli ultimi, diversi , eroi al contrario da lui non lasciati soli. Canzoni che hanno fatto storia, arrangiamenti che, come nel caso di Crêuza de mä inserito tra i dieci dischi più importanti degli anni ottanta, hanno creato un genere. Poesia che affascina, emoziona. Melodie che incantano. Tutto questo ha spinto sette musicisti della Città Vecchia, a ritrovarsi sul palco per riproporre il repertorio del grande Faber cercando di rimanere fedeli ai suoi ultimi suoni, quelli dell’ inimitabile tour del ’98 Mi innamoravo di tutto, tanto per intenderci. Ma dentro all’Opera di De André, noi di Crêuza de sä sentiamo che oltre alle canzoni c’è un messaggio molto chiaro, da Crêuza de mä fino ad Anime Salve, sembra che Fabrizio abbia sentito di avere un compito, un obbligo, una missione: quello di preservare la Lingua Genovese. La sua ricerca delle sonorità, delle melodie, lungo tutte le sponde del mediterraneo sono state una sorta di tappeto volante sul quale far viaggiare la nostra lingua. Lingua antica, lingua popolare universale, lingua del mare quanto poche altre, il Genovese ha lasciato e ricevuto una quantità notevole di prestiti non soltanto nelle e dalle lingue con le quali ha avuto più lunghi e durevoli contatti, come il corso, ma anche in e da diversi idiomi orientali, spagnolo, francese e naturalmente italiano, che dal genovese ha mutuato una parte importante del proprio lessico marinaresco (parole come scoglio, cavo, gassa, bolentino, tra le altre, sono di derivazione ligure). Da questo parte il progetto di Creuza de sä, il gruppo dell’associazione Coloriamo@Musica che da due anni ha presentato il Tributo a FdA ad Arenzano. L’intento è quello di racchiudere in un solo disco le dieci canzoni in Genovese lasciateci da Fabrizio De André. Dieci per non partire da zero per poi continuare il percorso con composizioni originali e dare un contributo alla nostra Lingua, alla nostra Cultura, alla nostra Città. Da mae riva sarà il disco che porteremo in giro per i festival italiani e stranieri, senza limiti di confini… fin dove ci vorranno e fin dove avremo la forza di arrivare. Ospiti d’eccezione due grandissimi musicisti che hanno impreziosito e caratterizzato, con i loro strumenti etnici, sia i lavori discografici che live di De André: Giorgio Cordini e Mario Arcari. Nel cd ci sarà spazio...
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IL CANTO DELLA TERRA VII EDIZIONE

Torna per la settima volta, nell’elegante cornice di Villa Bombrini a Genova Cornigliano, il festival “Il Canto della Terra”, organizzato dall’associazione culturale Coloriamo @ Musica e da Società per Cornigliano. Non solo musica, ma anche impegno sociale e riflessione: “Il Canto della Terra” – nato nel 2007, e che da sempre si svolge nel ponente genovese – si propone di dare uno sguardo al panorama attuale della grande musica d’autore internazionale non solo fine a sé stessa, ma che possa attirare l’attenzione del pubblico su temi di grande attualità che coinvolgono sempre più. Il festival, nelle sue scorse edizioni, si è occupato di portare sul palcoscenico grandi temi come la memoria storica, la lotta alla mafia, il lavoro e la precarietà, la figura della donna, le leggende della tradizione così come erano raccontate prima dell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa. Una kermesse che – spegnendo quest’anno la settima candelina – sempre più si muove attorno al senso profondo del fare cultura, incarnando forti valori etici ed evidenziando la consapevolezza di una condizione sociologica in continua evoluzione. L’EDIZIONE 2017 “Corde mon amour” Un’ edizione all’insegna della musica d’autore italiana, domà scus, Milanese, supportata da ben 24 corde, quelle di due chitarre, un contrabbasso e un mandolino e la musica d’autore strumentale che si esprime su vibrazioni di corde di chitarra classica, 12 corde, baritona e contrabbasso. 11 Febbraio ore 21:00, ingresso gratuito “Ilzendelswing” Claudio Sanfilippo voce e chitarra, Massimo Gatti mandolino, Max De Bernardi chitarra, Icaro Gatti contrabbasso In italiano sarebbe Lo Zen dello Swing, in milanese è Ilzendelswing, con la zeta da pronunciare come la “s” di rosa. Il mio nuovo album realizzato insieme a Massimo Gatti, che ha arrangiato i dodici brani. Il secondo in milanese, a dodici anni da “I paroll che fann volà”. L’ispirazione è la ballata angloamericana, definirla in due parole è difficile: folk, swing, bluegrass, musica celtica, canzone d’autore, qualcosa del genere. Il milanese, come tutte le lingue tradizionali, è duttile: ci sono meno parole (o sono meno quelle che conosciamo) ma quasi tutte suonano bene, e sono belle da cantare. Suoni un po’ fuori tempo, ma dei quali siamo parenti. Ilzendelswing è il titolo dell’album e anche il nome della band. Insieme a me, chitarra acustica e voce, ci sono Massimo Gatti al mandolino e ai cori, Max De Bernardi alla chitarra e Icaro Gatti al contrabbasso. Sono dodici canzoni, otto le ho scritte io...
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Naim: a crooner’s night 22 gennaio ore 16:30 al Teatro Sipario Strappato Muvita di Arenzano

Amore sacro amor profano Winter V edizione propone per quest’anno un evento straordinario, grandi musicisti e incredibile voce e intrattenitore. Niente di meglio per finire un anno alla grande! Musica, canzoni, divertimento…per tutte le età! ingresso libero Lo spettacolo “Naim: a crooner’s night” Omaggio di musica e parole a Buscaglione e Carosone! Teatro, storia e interazione col pubblico. Video-­‐proiezioni, “doculive”, scenografia, ironia e grande musica. Ecco gli ingredienti principali di uno spettacolo inedito e realmente unico nel panorama. Un format originale in cui Naim riesce a muoversi con estrema disinvoltura, creando imprevedibili situazioni con le persone, alternando al narrato e alle canzoni, momenti di surreale improvvisazione e coinvolgimento totale fino a che sala e palco si uniscono per diventare, insieme, i veri protagonisti dello show. Ognuna delle tre serate-evento che compongono la rassegna, rende omaggio ad un grande artista. Si passa, così, dal concerto in memoria al mito di “The voice”, Frank Sinatra, al “genio” di Ray Charles, alla serata in due tempi che celebra l’istrionicità dell’Italia più ironica, con i brani di Renato Carosone e Fred Buscaglione. Ogni concerto è calato nella storia del suo tempo, tra filmati, foto, storie e digressioni artistiche su altre voci ed altre espressioni dell’epoca. Recente e di grande successo, l’esordio di un nuovo omaggio “Ella meets Frank” in duetto con la jazzista partenopea Simona De Rosa. Un duplice omaggio alle due icone del jazz e dello swing: Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald. La formazione di ogni progetto, modulare nel suo concepimento, varia dal quartetto al sestetto e, in alcune occasioni, può ospitare un piccolo corpo di attori, ballerini e coristi a comporre un vero e proprio “varietà”. Naim Abid   Classe 1983, nato a Torino da genitori iraniani, inizia a coltivare la sua passione musicale all’età di 14 anni, approcciandosi alla chitarra e al canto ed iniziando ad esibirsi nei primi concerti pubblici appena un anno e mezzo più tardi. Dopo aver completato studi classici, si laurea con lode e dignità di stampa in “scienze internazionali e diplomatiche” e vince una borsa di studio presso la rivista “Equilibri.net” (Milano) dove si forma in corsi di geo-­‐politica ed analisi internazionale. Nel 2012 conclude un dottorato di ricerca (PhD) in “democrazia e diritti umani” (Genova). Il percorso di ricerca lo porta a pubblicare papers e tenere conferenze in convegni nazionali ed internazionali su temi quali il profilo della donna in Iran, il rapporto fra...
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